Bandiza, il film del popolo veneto

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Cosa c’è di strano nel portare a spasso il proprio cane e fargli bere l’acqua del campo? Nulla se non fosse che il cane pochi giorni dopo muore per una perforazione intestinale e il fosso dal quale aveva bevuto si trova nel pieno della Valdastico Sud.

Tutto comincia così. Da un cagnolino che voleva bere ne nascono faldoni giudiziari in attesa di giudizio. La vicenda, su cui indaga la Direzione Nazionale Antimafia di Venezia, va avanti già da qualche anno e l’altro giorno è tornata alla ribalta. Dopo un incontro del 20 ottobre tra il pm Rita Ugolini della direzione distrettuale antimafia e una delegazione del Movimento Cinque Stelle con il parlamentare Enrico Cappelletti, portavoce dei pentastellati al Senato, i quotidiani locali riportano che sotto il manto della Valdastico sud ci sarebbero veleni cancerogeni.

Sarebbero scarti provenienti dalle acciaierie, non trattati e quindi pericolosi per la presenza di cromo esavalente: 150 mila i metri cubi di veleni per quindici chilometri. Ma dove siano esattamente ancora non si sa, finora non è stato possibile stilare una mappa dettagliata dei punti inquinati e sembra esserci anche il rischio di una chiusura dell’autostrada vicentina, con sventramento del nastro d’asfalto e successiva bonifica. Sarà decisivo il rapporto dell’ Arpav che gli esperti daranno ai magistrati, per far vedere i rischi di inquinamento della falda acquifera sottostante.

Ma a parlare di questo sul grande schermo é un regista padovano, Alessio Padovese, con il suo film Bandiza. Un regista stanco che sulla strada di casa gli passino davanti dai 500 ai 1000 tir al giorno. Lui da bambino quei tir li contava e ora ripercorre quei momenti. Quel lento e continuo transito che suona incessante nella sua testa, come fosse un rumore naturale, inosservato e che anzi si percepisce se non c’è. Ma di fronte a quel passare di auto, camion e veicoli il bimbo si chiede quale sarà il suo domani. 

Un film denuncia che mostra il Veneto devastato dai peggiori livelli di inquinamento di tutta Europa; tutto raccontato attraverso gli occhi, i fatti e le parole di chi con queste realtà vive ogni giorno. Padovese raccoglie storie, documenti, testimonianze. Fino a inoltrarsi oltre la terra di confine, al limite tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Da qui il nome “Bandiza”, termine con cui in passato si indicava il confine tra due province del Veneto. “Bandiza – si legge nel sito della pellicola http://www.bandiza.com/ – era ed è frontiera”. Se si valicava quella linea di confine si diventava banditi.
La pellicola mostra come i bambini respirano benzene perché gli inceneritori vengono costruiti a pochi metri dalle scuole elementari, dalle case, dalle abitazioni. La gente si ammala di tumore e le malattie da inquinamento sono in aumento. Si vedono persone costrette a rimanere segregate in casa, che percepiscono 800 euro di pensione spesi tutti in cure. La qualità della vita viene sempre più compromessa, l’aria è irrespirabile e il cibo può essere cancerogeno. Si vedono piccoli orti in mezzo alle autostrade, veleni e diserbanti sulle coltivazioni, sui vigneti. “La maestra ci ha detto che stavano lavorando – dice il bimbo nel film – ma noi sapevamo che gettavano il veleno sui vigneti. Perché non possiamo tornare a fare il vino in un modo che non sia un problema per me e per noi?”. Poi la voce si spegne e lascia spazio alle immagini.

Guardatelo, farsene una ragione è il primo passo. 

SBett 

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Sbett

Journalist, reporter

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